Hai appena comprato la tua prima stampante 3D e non sai quale filamento inserire per la prima stampa, o continui a leggere “PLA” ovunque senza sapere perché è il materiale consigliato a chi inizia? Questa guida spiega cos’è il PLA, a che temperatura stamparlo, quando conviene passare al PLA+ e quali bobine comprare.
Risposta rapida: il PLA (acido polilattico) è il filamento più facile da stampare e il punto di partenza consigliato per chi inizia con la stampa 3D: stampa a basse temperature (190-220 °C di ugello secondo le schede tecniche dei produttori), non emette odori forti, non richiede quasi mai un piano riscaldato e si deforma pochissimo. Il PLA+ è una variante più resistente agli urti allo stesso prezzo quasi identico, mentre il PLA base resta la scelta più economica per prototipi e miniature. Non è adatto a pezzi esposti a calore o all’esterno: per quello serve il PETG.
*Ultimo aggiornamento: settembre 2026 — una precisazione spesso fraintesa sul PLA “biodegradabile”: secondo la norma europea EN 13432, il PLA si degrada in meno di 90 giorni solo dentro un impianto di compostaggio industriale (temperatura superiore a 60 °C e umidità sopra il 20%), non nel compost domestico o abbandonato in giardino. È un materiale a basso impatto rispetto alle plastiche tradizionali, ma non si smaltisce da solo in condizioni normali.
PLA, PETG o TPU: quale scegliere
| Caratteristica | PLA | PETG | TPU |
|---|---|---|---|
| Facilità di stampa | Molto alta | Alta | Media-bassa |
| Temperatura ugello | 190-220 °C | 230-250 °C | 210-235 °C |
| Piano riscaldato | Non indispensabile | Consigliato | Consigliato |
| Resistenza al calore | Bassa (~55-60 °C) | Media-alta | Media |
| Flessibilità | Nessuna (rigido) | Nessuna (rigido) | Alta (gommoso) |
| Uso tipico | Miniature, prototipi, primi progetti | Pezzi funzionali esterni | Cover, guarnizioni, grip |
Se stai muovendo i primi passi, il PLA resta il materiale con cui allenarti secondo la nostra guida per chi inizia. Solo dopo aver stampato con successo qualche pezzo in PLA ha senso valutare il PETG per pezzi funzionali esterni o il TPU per pezzi flessibili.
PLA vs PLA+: che differenza fa
Il PLA “standard” è il filamento più economico ed è perfetto per miniature, prototipi rapidi e oggetti puramente decorativi. Il PLA+ (chiamato anche “PLA Plus” o “PLA Pro” a seconda del produttore) è una formulazione con additivi pensata per aumentare la resistenza agli urti e la tenacità, mantenendo pressoché identiche temperature di stampa e facilità d’uso. La differenza di prezzo tra i due è minima — in genere pochi euro a bobina — mentre il guadagno in robustezza si sente soprattutto su pezzi funzionali come ganci, supporti o parti che devono reggere piccoli urti. Per una prima bobina “di prova” il PLA base va benissimo; se il pezzo dovrà essere usato davvero e non solo guardato, conviene partire già dal PLA+.
Impostazioni di stampa consigliate
- Temperatura ugello: 190-220 °C. Molti produttori indicano una forchetta più stretta intorno ai 200-215 °C; conviene partire da un valore medio e scendere di 5 °C alla volta se noti stringing eccessivo, oppure salire se i layer non aderiscono bene tra loro.
- Temperatura piano: 40-60 °C, o anche a freddo. Il PLA è tra i pochi filamenti che stampa in modo accettabile anche senza piano riscaldato attivo; impostarlo comunque tra 40 °C e 60 °C migliora l’adesione del primo layer e riduce il rischio di scollamento sugli angoli.
- Velocità di stampa: alta. Il PLA tollera velocità più elevate rispetto a PETG e TPU, uno dei motivi per cui è il materiale più adatto a chi vuole vedere risultati rapidi mentre impara a usare lo slicer.
- Retraction standard. Le impostazioni di default della maggior parte degli slicer (Bambu Studio, Orca Slicer, Cura, PrusaSlicer, come spieghiamo nella guida agli slicer) sono già tarate pensando al PLA e raramente serve modificarle per una prima stampa.
I problemi più comuni e come risolverli
- Deformazione (warping) su pezzi grandi. Il PLA si deforma molto meno di ABS o nylon, ma su pezzi ampi con angoli netti può comunque staccarsi dal piano: un piano ben livellato e, se disponibile, un piano riscaldato a 50-60 °C riducono il problema quasi a zero.
- Filo sottile tra un punto e l’altro (stringing). Di solito si risolve abbassando leggermente la temperatura dell’ugello di 5-10 °C o aumentando la retraction nello slicer.
- Pezzo che si ammorbidisce vicino a fonti di calore. Il PLA perde rigidità già a temperature relativamente basse: evita di lasciare pezzi in PLA in auto al sole o vicino a caloriferi. Se il pezzo deve stare all’esterno o vicino a fonti di calore, la nostra guida al filamento PETG è il punto di partenza più adatto.
- Bobina che assorbe umidità dopo mesi di utilizzo. Il PLA è meno igroscopico di PETG e TPU, ma dopo diversi mesi aperto può comunque assorbire umidità e dare superfici opache o piccole bolle: un essiccatore economico risolve il problema, come spieghiamo nella nostra guida all’essiccatore per filamento.
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- Bobina riutilizzabile, apprezzata da chi stampa spesso e vuole ridurre gli scarti.
Conclusione
Il PLA resta il materiale giusto per iniziare, per miniature e per prototipi: stampa a basse temperature (190-220 °C), non richiede quasi mai un piano riscaldato e perdona molti errori da principiante. Parti da un PLA base per le prime prove, passa al PLA+ quando il pezzo deve reggere un uso reale, e valuta il PETG solo quando serve resistenza al calore o all’esterno. Se stai ancora scegliendo la stampante con cui iniziare, guarda la nostra guida alla migliore stampante 3D.