Hai visto che sulla tua stampante 3D si può usare anche un filamento gommoso e flessibile, ma non sai quale durezza scegliere o perché le tue prime stampe in TPU escono deformate e piene di salti? Questa guida spiega cos’è il TPU, quale durezza Shore scegliere in base all’uso, con quali impostazioni stamparlo e perché il tipo di extruder della tua stampante fa la differenza.
Risposta rapida: il TPU (poliuretano termoplastico) è un filamento flessibile e gommoso, disponibile in diverse durezze sulla scala Shore A (da ~70A molto morbido a ~98A quasi rigido, con 95A il compromesso più diffuso). Si stampa tipicamente tra 210 e 235 °C di ugello e 30-60 °C di piano, a velocità ridotta (20-40 mm/s) e con retraction minimo, secondo le schede tecniche dei principali produttori. Per stamparlo senza problemi conviene una stampante con extruder direct drive (di serie sui modelli FDM consumer più recenti): con un extruder Bowden il filamento morbido tende ad accartocciarsi nel tubo invece di avanzare verso l’ugello.
TPU, PLA o PETG: quale scegliere
| Caratteristica | PLA | PETG | TPU |
|---|---|---|---|
| Flessibilità | Nessuna (rigido) | Nessuna (rigido) | Alta (gommoso) |
| Facilità di stampa | Molto alta | Alta | Media-bassa |
| Extruder consigliato | Bowden o direct drive | Bowden o direct drive | Direct drive |
| Temperatura ugello | 190-220 °C | 230-250 °C | 210-235 °C |
| Velocità di stampa | Alta | Media | Bassa (20-40 mm/s) |
| Uso tipico | Miniature, prototipi | Pezzi funzionali esterni | Cover, guarnizioni, grip |
Se hai appena iniziato con la stampa 3D, il PLA resta il materiale più semplice per prendere confidenza con la macchina. Il TPU va considerato solo dopo aver già stampato con successo qualche pezzo in PLA o PETG: richiede impostazioni diverse e più pazienza, ma apre a un tipo di pezzi impossibile con i filamenti rigidi.
Che durezza Shore scegliere
- 85-90A (molto flessibile). Il più gommoso e il più difficile da stampare: si piega quasi come una guarnizione in gomma vera. Adatto a cover morbide, tappi antivibranti, guarnizioni. Richiede quasi sempre un extruder direct drive ben tarato.
- 95A (il compromesso più diffuso). Abbastanza flessibile per grip, paraurti per droni, supporti antivibranti e cover protettive, ma abbastanza rigido da stampare in modo affidabile sulla maggior parte delle stampanti FDM consumer recenti. È il punto di partenza consigliato per chi stampa TPU per la prima volta.
- 98A (quasi semirigido). Il più facile da stampare tra i TPU perché si comporta più simile a una plastica rigida, ma mantiene un minimo di elasticità. Utile per pezzi che devono assorbire piccoli urti senza deformarsi troppo.
Impostazioni di stampa consigliate
- Temperatura ugello: 210-235 °C. Parti da un valore medio (circa 220-225 °C) e regola in base alla durezza: i TPU più morbidi stampano spesso meglio a temperature leggermente più basse, quelli vicini al 95A possono richiedere il lato alto della forchetta per una buona adesione tra i layer.
- Temperatura piano: 30-60 °C. Il TPU non ha bisogno di un piano molto caldo; molti utenti stampano anche a piano freddo con buoni risultati, secondo le indicazioni dei principali produttori di filamento.
- Velocità di stampa: bassa (20-40 mm/s). È il parametro più importante: stampare troppo veloce è la causa più comune di salti di stampa e accartocciamenti (buckling) con il TPU. I TPU “high-flow” più recenti di alcuni produttori dichiarano velocità fino a 60-80 mm/s, ma solo su extruder direct drive ben tarati.
- Retraction minimo o disattivato. Il TPU è troppo elastico per una retraction aggressiva come quella usata con PLA o PETG: un retraction eccessivo spesso peggiora l’incastro (jamming) invece di ridurre lo stringing.
- Extruder direct drive fortemente consigliato. Con un extruder Bowden il filamento morbido deve attraversare un tubo lungo prima di raggiungere l’ugello e tende ad accartocciarsi invece di spingersi in avanti; i TPU sotto i 95A sono di fatto poco pratici su un Bowden con tubo lungo.
I problemi più comuni e come risolverli
- Salti di stampa (skipping) o accartocciamento del filamento. Il problema più tipico del TPU. Riduci la velocità di stampa, verifica che l’extruder sia direct drive e assicurati che il percorso del filamento fino all’ugello sia il più corto possibile.
- Stringa continua invece di layer puliti. Se il TPU è molto morbido, considera di stamparlo senza retraction e con travel move ridotti, oppure attiva impostazioni “coasting” nello slicer, come descritto nella nostra guida agli slicer.
- Scarsa adesione al piano. Un piano in PEI testurizzato o un velo di colla stick aiuta molto; il TPU tende ad aderire bene una volta trovata la temperatura giusta, ma può staccarsi sui bordi se il piano non è ben livellato.
- Assorbimento di umidità. Come il PETG, anche il TPU assorbe umidità dall’aria e questo peggiora salti e bolle in superficie: un essiccatore economico evita il problema, come spieghiamo nella nostra guida all’essiccatore per filamento.
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Conclusione
Il TPU è la scelta giusta quando serve un pezzo che si piega invece di rompersi: cover protettive, guarnizioni, grip, paraurti per droni, supporti antivibranti. Parti da una durezza 95A se è il tuo primo filamento flessibile, usa un extruder direct drive (di serie sulla maggior parte delle stampanti FDM consumer recenti), stampa lento (20-40 mm/s) con retraction minimo e temperature tra 210 e 235 °C di ugello. Se la tua stampante attuale ha ancora un extruder Bowden con tubo lungo, valuta prima la nostra guida alla migliore stampante 3D prima di investire in TPU morbidi sotto i 95A.