Risposta rapida: la Bambu Lab P1S (circa 400-500 €, spesso in offerta su Amazon.it) è una FDM a camera chiusa con velocità dichiarata dal produttore fino a 500 mm/s e accelerazione fino a 20.000 mm/s², pensata per chi vuole stampare anche materiali tecnici come ABS e ASA grazie al filtro a carboni attivi integrato. Non include l’AMS multicolore di serie (serve la versione Combo, circa 600-750 €) e, a differenza della sorella maggiore X1-Carbon, non ha lo scanner LIDAR né il rilevamento automatico degli errori via intelligenza artificiale — solo un livellamento automatico standard e una fotocamera di monitoraggio semplice.
Secondo Bambu Lab, la P1S monta lo stesso hotend interamente metallico ad alto flusso della X1-Carbon, con ugello che arriva fino a 300 °C e compatibilità con ugelli intercambiabili da 0,2/0,4/0,6/0,8 mm. Secondo recensioni indipendenti (Tom’s Hardware, All3DP), tra i limiti più citati ci sono il rumore percepito alle velocità più alte e lo spreco di filamento durante i cambi colore con l’AMS, un compromesso comune a tutti i sistemi multicolore automatici.
Chi è la Bambu Lab P1S
Bambu Lab P1S
- Camera completamente chiusa con filtro a carboni attivi, per stampare ABS/ASA con minore dispersione di fumi in ambiente.
- Volume di stampa 256 × 256 × 256 mm, stesso ingombro utile della Bambu Lab A1.
- Fino a 500 mm/s dichiarati dal produttore, accelerazione fino a 20.000 mm/s².
- Hotend interamente metallico, stesso di quello della X1-Carbon, ugello fino a 300 °C.
La P1S nasce come la versione “senza fronzoli” della X1-Carbon: stessa architettura CoreXY, stessa camera chiusa, stesso hotend ad alto flusso, ma senza i sensori più avanzati che fanno lievitare il prezzo della sorella maggiore. Il risultato è una macchina che stampa materiali tecnici quasi quanto una X1-Carbon, a una frazione del costo — un compromesso che negli ultimi mesi si è fatto ancora più interessante, perché i prezzi reali su Amazon.it sono scesi ben sotto ai livelli del lancio.
Bambu Lab P1S vs X1-Carbon: cosa cambia davvero
Nota: la X1-Carbon qui descritta come “sorella maggiore” è andata in fine produzione il 31 marzo 2026 — nella nostra recensione completa della X1-Carbon trovi cosa significa per chi la possiede già e qual è la sostituta diretta di Bambu Lab.
| Caratteristica | Bambu Lab P1S | Bambu Lab X1-Carbon |
|---|---|---|
| Camera chiusa + filtro carboni attivi | Sì | Sì |
| Hotend | Metallico ad alto flusso, fino a 300 °C | Stesso hotend |
| Livellamento del piano | Automatico, sensore standard | Automatico |
| Scanner LIDAR primo strato | No | Sì |
| Rilevamento errori con AI (fotocamera) | No | Sì |
| Prezzo indicativo (standalone) | circa 400-500 € | circa 900-1.000 € |
La differenza reale tra le due non è la qualità di stampa “grezza”, che è molto simile a parità di materiale e impostazioni, ma il livello di controllo automatico sugli errori. La X1-Carbon usa uno scanner LIDAR per verificare il primo strato e una fotocamera con intelligenza artificiale che riconosce problemi come lo scollamento della stampa (“spaghetti detection”) e può fermare il lavoro in automatico. La P1S non ha questi sistemi: il monitoraggio resta possibile via app, ma senza analisi automatica degli errori. Per chi stampa pezzi lunghi e costosi senza sorvegliare la macchina, questa è la differenza che conta davvero — non la qualità di stampa in sé. Per un confronto più ampio con le macchine davvero pensate per un uso professionale continuativo, vedi la nostra guida alle stampanti 3D professionali.
Cosa fa bene
- Materiali tecnici alla portata di tutti. Il filtro a carboni attivi integrato nella camera chiusa riduce la dispersione di fumi e odori quando stampi ABS o ASA, un vantaggio concreto rispetto a una macchina a telaio aperto come la Bambu Lab A1 — ne parliamo anche nella nostra guida al filamento ABS e ai relativi rischi di ventilazione.
- Velocità reale, non solo dichiarata. I 500 mm/s dichiarati dal produttore, con lo stesso hotend ad alto flusso della X1-Carbon, si traducono in tempi di stampa sensibilmente più bassi rispetto a una FDM entry-level, anche su pezzi di dimensioni medie.
- Percorso di crescita verso il multicolore. La struttura è già predisposta per l’AMS: puoi partire dalla versione standalone e aggiungere il modulo in un secondo momento, oppure acquistare direttamente la Combo — la nostra guida alla stampante 3D multicolore confronta l’AMS con le alternative di Anycubic e Creality.
I limiti da conoscere prima di comprarla
- Rumore percepito. Alle velocità più alte, diverse recensioni indipendenti segnalano un rumore più marcato rispetto a una FDM entry-level più lenta — da valutare se stampi in una stanza condivisa.
- Nessun rilevamento AI degli errori. A differenza della X1-Carbon, la P1S non ferma automaticamente una stampa che sta fallendo: serve comunque un minimo di supervisione, soprattutto sui pezzi lunghi.
- AMS non incluso di serie. Se ti interessa il multicolore fin da subito, la versione Combo costa più della standalone (circa 600-750 €, spesso in offerta) — verifica il prezzo aggiornato prima di scegliere tra le due versioni.
Cosa serve oltre alla stampante
Come per qualsiasi FDM a camera chiusa, la qualità delle stampe in ABS o ASA dipende anche da un essiccatore per filamento se l’ambiente è umido, e da un ugello adatto se stampi materiali abrasivi o ad alta temperatura in modo continuativo.
Conclusione
La Bambu Lab P1S resta, nel 2026, una delle scelte più sensate per chi vuole stampare materiali tecnici senza arrivare al prezzo di una X1-Carbon: stesso hotend, stessa camera chiusa con filtro a carboni attivi, ma senza lo scanner LIDAR e il rilevamento AI degli errori che giustificano il salto di prezzo della sorella maggiore. Con i prezzi reali oggi ben sotto i livelli di lancio, il rapporto qualità/prezzo è probabilmente il punto di forza principale della macchina. Per la classifica completa vedi la nostra guida alla migliore stampante 3D, oppure confronta l’alternativa a camera chiusa più economica nella nostra guida alla stampante 3D con camera chiusa.
Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026 — Bambu Lab ha introdotto nel corso del 2026 la P2S, posizionata sopra la P1S con un sovrapprezzo contenuto (circa 519 € contro i 400-500 € della P1S) ma con miglioramenti reali: un estrusore a motore servo al posto dello stepper a trasmissione diretta, un piano riscaldante fino a 110°C invece di 100°C, e un display touch da 5 pollici invece del pannello a D-pad. La velocità massima dichiarata resta invece identica su entrambe, fino a 500 mm/s — correzione rispetto a una precedente versione di questa pagina, che indicava erroneamente 600 mm/s per la P2S. La P1S resta comunque in produzione e continua a essere la scelta più economica delle due.